Sebbene il metodo “Crea un disco di reimpostazione password” di Windows 7 ed 8 (e ora, anche 10) per generare una chiavetta USB avviabile per reimpostare la parola chiave del vostro account in caso di un’improvvisa amnesia sia il migliore, alle volte succede che rimandiamo per tanto, troppo tempo sino a dimenticarcene e, come successo da poco ad un nostro lettore, magari avete un laptop che non usate da anni e la password di Windows si è persa nei meandri della vostra memoria. Purtroppo le attività di prevenzione, backup compresi, vengono spesso rimandate a un domani che non arriva mai, salvo rimpiangere amaramente la propria pigrizia quando il danno è fatto. Questa guida è rivolta unicamente agli sbadati che devono risalire alla propria password di Windows, in quanto violare le informazioni di un PC non proprio, è una pratica illegale, e suggeriamo di non eseguirla. Siete gelose del vostro fidanzato? Cambiate fidanzato e non fate fare le penne del vostro rapporto malsano al povero PC.
Personalmente sono abbastanza contrario ad utilizzare software di crackaggio delle password e preferisco sempre utilizzare i vecchi comandi manuali. Nel caso della password di Windows infatti, esiste una procedura di reimpostazione alternativa, più complicata e legata al prompt di MS-DOS. Tutto quello che serve per poterla mettere in pratica è il DDV o la USB-Key con il disco di installazione di Windows e avviare il PC dal supporto scelto; in alcuni casi potrebbe essere necessario intervenire nelle impostazioni del Bios, per assegnare al lettore ottico o al disco USB la prorità per il boot. Dopo qualche secondo comparirà la schermata per la selezione della lingua, del formato di ora e valuta, e del layout di tastiera. Proseguite con un clic sul pulsante Avanti e nella schermata successiva fate clic sull’opzione Ripristina computer.
Come da foto, scegliete ora l’opzione Prompt dei comandi. Si aprirà la tradizionale finestra a caratteri, nella quale dovrete digitare il comando che segue, facendo molta attenzione a non commettere errori:

È abbastanza chiaro che c: stia per l’unità disco in cui Windows è installato: se l’unità principale fosse D: e non C:, basta sostituire i comandi che vedete. Tornando a noi, questo commando, si limita ad effettuare una copia del file sethc.exe nella directory principale dell’unità disco. Il file in questione (il nome è l’abbreviazione di Set High Contrast, imposta contrasto elevato) è il programma che controlla alcune opzioni di Windows relative all’accessibilità: in particolare, è quello che avvia la funzione Attiva Tasti Permanenti quando si preme il tasto Maiusc cinque volte di seguito, che ci sarà utilissimo per ingannare il sistema di sicurezza. Digitate poi nella finestra del prompt il comando:
Il sistema vi chiederà conferma: date il via libera all’operazione di sovrascrittura premendo il tasto “S”. Cosi facendo sostituirete a sethc.exe il file cmd.exe, cioè il file eseguibile del prompt dei comandi. Anche in questo caso vi raccomandiamo molta attenzione: un errore di digitazione pregiudicherebbe il buon funzionamento della procedura.
Al termine, estraete il Dvd di Windows dal lettore e riavviate il computer. Dopo una breve attesa comparirà la tradizionale schermata di Windows con la richiesta della password. A questo punto premete cinque volte, in rapida successione, il tasto Maiusc. Al posto della richiesta di conferma dell’attivazione diTasti permanenti apparirà la finestra del prompt dei comandi, nella quale dovrete digitare (figura F):
Al posto di <nome> e <password> dovrete naturalmente indicare il nome del vostro account e la nuova password che desiderate assegnarli.
Al termine sarete in grado di effettuare il login all’account usando la nuova password. Se non pensate di avere bisogno della funzione Attiva Tasti Permanenti potreste anche fermarvi qui; in caso contrario dovrete effettuare nuovamente l’avvio dal Dvd di installazione di Windows e richiamare il prompt dei comandi, in modo da poter ripristinare il file sethc.exe originale con l’istruzione:
Anche in questo caso dovrete confermare la sovrascrittura premendo “S”. Un ultimo suggerimento: se sul disco sono presenti dati cifrati con Efs (Encrypting File System), vi accorgerete ben presto che non risulteranno leggibili: quando si ottiene in questo modo l’accesso all’account, l’unica possibilità per poterli nuovamente utilizzare è quella di importare il certificato digitale con cui sono stati cifrati (la prima volta che si utilizza Efs, Windows sollecita l’utente ad effettuare una copia di sicurezza del certificato: un avviso che davvero non conviene ignorare).